TAS si riconferma nella classifica IDC FinTech 2022
Pubblicata la classifica IDC FinTech Rankings che riporta i migliori fornitori tecnologici del settore finanziario a livello globale.
Pubblicata la classifica IDC FinTech Rankings che riporta i migliori fornitori tecnologici del settore finanziario a livello globale.
PODCAST -
Come possono le banche integrare i Digital Assets senza moltiplicare le infrastrutture tecnologiche e la complessità operativa? In questa puntata di TAS Fintech Insights, Luca Falcon e David Mogini, rispettivamente Direttore della Business Unit Payments Solutions e Direttore della Business Unit Capital Markets di TAS , illustrano come far convivere finanza tradizionale e digitale all’interno dello stesso modello operativo.
Un primo caso d’uso basato sulla soluzione congiunta è già nella fase pilota ufficiale di Pontes.
Milano, 22 Settembre 2026 - TAS, fintech specializzata in soluzioni software per pagamenti e servizi finanziari, e BlockInvest, piattaforma tecnologica leader in Italia per la tokenizzazione di strumenti finanziari, annunciano una partnership strategica per integrare le rispettive competenze e accompagnare banche, intermediari e operatori di mercato nell’adozione dei digital asset e di modelli di finanza on-chain in contesti regolamentati.
La collaborazione nasce da una visione strategica condivisa: per generare valore in modalità organica e strutturale la tokenizzazione non può svilupparsi come un ecosistema separato. Gli strumenti digitali devono entrare nei processi con cui il mercato già governa trading, settlement, tesoreria, liquidità, back office, compliance e reporting, preservando continuità operativa e capacità di controllo.
TAS porta nella partnership oltre quarant’anni di esperienza nelle infrastrutture software mission-critical per il settore finanziario ed il core banking, competenze nei sistemi di regolamento T2-T2S ed una value proposition in ambito Capital Markets modulare che copre il ciclo di vita degli strumenti finanziari, dal trading al post-trade e alla compliance. Il percorso di evoluzione dell’offerta TAS comprende inoltre lo sviluppo di capability dedicate all’orchestrazione end-to-end delle transazioni Digital Asset e all’accesso alle nuove infrastrutture digitali, progettate per far convivere asset tradizionali e digitali all’interno dei processi bancari esistenti. BlockInvest contribuisce con le capability specialistiche per la strutturazione, emissione e gestione on-chain degli strumenti finanziari tokenizzati e del relativo ciclo di vita. TAS estende queste capability all’interno dell’ecosistema operativo della banca, integrandole con trading e post-trade, settlement, pagamenti, liquidità, accounting, compliance e reporting.
La partnership punta così a sviluppare un’offerta modulare e integrabile con gli ecosistemi esistenti, capace di collegare la creazione e gestione dell’asset on-chain con i processi di trading e post-trade, il cash leg e le infrastrutture di settlement.
La partnership si inserisce nella strategia TAS di sviluppo di un ecosistema aperto e modulare per i Digital Asset, capace di integrare infrastrutture e provider specializzati all’interno dei processi bancari e dei Capital Markets esistenti. In questo quadro, la collaborazione con BlockInvest porta capability specialistiche nella tokenizzazione e nella gestione on-chain degli strumenti finanziari digitali.
Il primo workstream congiunto riguarda Pontes, la soluzione DLT dell’Eurosistema progettata per collegare le piattaforme DLT di mercato e TARGET Services e consentire il regolamento di transazioni wholesale basate su DLT in moneta di banca centrale.
Un primo caso d’uso basato sulla soluzione TAS - BlockInvest è già nella fase pilota ufficiale di Pontes. I dettagli del progetto e del partner istituzionale coinvolto saranno presentati attraverso un evento ed annuncio dedicato nelle prossime settimane.
In questo ambito, la soluzione combina la gestione dell’asset leg, rappresentato dallo strumento finanziario digitale e dal relativo ciclo di vita on-chain, con l’orchestrazione del cash leg e dei processi di settlement, tesoreria, liquidità, riconciliazione e controllo. La proposta è rivolta alle istituzioni finanziarie e agli operatori eleggibili che vogliono governare la transazione end-to-end, coordinando il trasferimento dell’asset su una piattaforma DLT di mercato con il regolamento del cash leg in moneta di banca centrale.
Il Progetto fa leva sulle esperienze già maturate dalle due aziende: TAS nell’evoluzione delle infrastrutture e dei servizi TARGET per banche commerciali e centrali; BlockInvest nella tokenizzazione istituzionale e nella gestione del ciclo di vita di strumenti finanziari digitali.
Pontes rappresenta il primo terreno concreto di collaborazione all’interno di una roadmap più estesa. TAS e BlockInvest esploreranno progressivamente casi d’uso relativi a digital bond e altri strumenti tokenizzati, fondi e private markets, cartolarizzazioni e corporate actions, insieme alle relative evoluzioni dei processi di post-trade, settlement, tesoreria, liquidità, collateral, compliance e reporting.
La complementarità delle due aziende permette di indirizzare una delle principali esigenze del mercato: far convivere asset tradizionali e digitali in un modello operativo coerente, senza duplicare architetture, processi e presidi di controllo.
“I digital asset dovranno diventare una componente strutturale dei mercati finanziari, pienamente integrata nei processi operativi e nelle infrastrutture che le istituzioni utilizzano ogni giorno. Con BlockInvest uniamo competenze specialistiche nella tokenizzazione e nella gestione on-chain alla capacità di TAS di integrare e orchestrare trading, post-trade, settlement, pagamenti e liquidità. L’ingresso del primo caso d’uso nella fase pilota di Pontes rende concreta una collaborazione pensata per governare l’intera transazione, collegando asset digitali, cash leg e processi bancari in un modello operativo integrato”, ha dichiarato Salvatore Borgese, CEO di TAS.
“La tokenizzazione raggiunge il suo pieno potenziale quando l’asset digitale può dialogare in modo sicuro con la moneta, i sistemi bancari e le infrastrutture di mercato. La partnership con TAS unisce la nostra tecnologia per la strutturazione, l'emissione e la gestione on-chain degli strumenti finanziari digitali con competenze profonde nei processi finanziari mission-critical. L’ingresso di un primo caso d’uso basato sulla soluzione congiunta nella fase pilota di Pontes segna il passaggio dalla visione a un progetto istituzionale concreto, sul quale condivideremo presto maggiori dettagli”, ha dichiarato Lorenzo Rigatti, CEO e co-fondatore di BlockInvest.
Il percorso verso l'Euro Digitale è ufficialmente entrato in una fase decisiva, segnando un punto di svolta per l'intero ecosistema finanziario europeo. Il 9 luglio 2026, il Parlamento Europeo ha approvato l'avvio dei colloqui con il Consiglio dell'Unione Europea sulla proposta di regolamento per creare questa nuova moneta elettronica emessa dalla BCE.
Pochi giorni dopo, il 14 luglio, la Banca Centrale Europea ha compiuto un ulteriore passo concreto, selezionando 36 Banche e Payment Service Provider (su oltre 50 candidature) per partecipare all'atteso progetto pilota che prenderà il via nella seconda metà del 2027 e avrà una durata di 12 mesi.
L'obiettivo principale di questa iniziativa è supportare attivamente i lavori preparatori in corso in vista di una possibile emissione ufficiale dell'euro digitale. Durante questa fase, una "versione Beta" della valuta sarà testata sul campo da migliaia di dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali, valutandone l'utilizzo per transazioni online, pagamenti fisici tramite POS nei negozi e trasferimenti peer-to-peer tra individui.
In questo scenario, che vede coinvolti anche grandi gruppi internazionali, il mercato italiano ha dimostrato grande reattività. Delle 36 realtà selezionate, ben otto sono italiane (Isybank, Monte dei Paschi di Siena, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane, UniCredit, Satispay e Sella), a testimonianza di quanto il nostro sistema finanziario sia pronto a misurarsi attivamente e ad avanzare velocemente nell'innovazione dei pagamenti.
L'introduzione dell'Euro Digitale nasce per affiancare il contante e ridurre la dipendenza dell'Europa dai grandi circuiti digitali extra-Ue, rafforzando l'autonomia strategica del continente. Tuttavia, questa evoluzione porta con sé sfide e criticità significative per le banche ma al contempo grandi opportunità per il sistema pan-europeo.
Il primo nodo cruciale riguarda gli investimenti IT necessari per adeguare i sistemi o creare nuove infrastrutture dedicate ai servizi di pagamento della nuova valuta. Un secondo aspetto estremamente sensibile è legato alla gestione della liquidità. Poiché l'euro digitale potrà essere prelevato anche dai conti correnti tradizionali a cui è collegato il wallet del cittadino, gli istituti finanziari rischiano di vedere ridotte le proprie disponibilità sulla raccolta totale. Infine, altro elemento di correlazione importante con le iniziative legate all’euro digitale sarà il portafoglio di identità digitale, previsto con l'aggiornamento del Regolamento Europeo a eIDAS 2.0 ove l'UE ha introdotto l'EUDI Wallet (European Digital Identity Wallet) che ogni Stato membro dovrà rendere disponibile ai propri cittadini. Infatti, per aprire un "digital euro account", presso un PSP selezionato dal cittadino, l’EUDI Wallet potrà fornire dati certificati ed attributi necessari per una fase di onboarding semplificato.
In questo contesto di profonda trasformazione, TAS si posiziona come partner strategico e facilitatore tecnologico per tutto l'ecosistema finanziario. La nostra visione parte dalla premessa fondamentale che l'euro digitale non deve essere gestito come un silos isolato. I servizi di pagamento tradizionali andranno necessariamente a integrarsi con i nuovi servizi connessi agli asset digitali.
Per questo abbiamo progettato una piattaforma dedicata al Digital Asset Management, che va oltre l’euro digitale, che contempla un hyperwallet multi prodotto e multi digital asset e che integra nativamente anche stablecoin ed altri asset tokenizzati legati a progetti DLT dell'Eurosistema (come le iniziative Pontes e Appia) garantendo alle banche elevata flessibilità per deliverare i casi d'uso più aderenti alle proprie specifiche esigenze di business della propria clientela (Retail, Corporate, SMEs, etc).
A cura di TAS
Per decenni il mainframe è stato il cuore pulsante dell'operatività bancaria, e in gran parte lo è ancora: gestisce i processi più critici del settore finanziario con livelli di affidabilità, sicurezza e capacità elaborativa che nessun'altra piattaforma ha mai davvero eguagliato.
Ma il contesto in cui questo cuore batte è cambiato radicalmente. Digitalizzazione, architetture cloud, servizi sempre disponibili e, negli ultimi tempi, l'intelligenza artificiale stanno riscrivendo il modo in cui le banche usano applicazioni e dati. In questo scenario il Mainframe Offloading è tornato al centro dell'agenda IT - non più come semplice spostamento di workload verso il cloud, ma come leva per rendere il patrimonio applicativo e informativo del mainframe finalmente accessibile, integrabile e capace di generare nuovo valore.
Le ragioni che spingono le banche a muoversi sono, come spesso accade, sia economiche che strategiche. Sul primo fronte pesano il costo dei MIPS, l'ottimizzazione delle risorse infrastrutturali e una complessità gestionale che negli anni si è solo accumulata. Sul secondo, contano fattori più profondi: la difficoltà crescente nel trovare competenze specialistiche sul mainframe, la pressione a rilasciare servizi digitali più rapidamente, l'esigenza di integrarsi con architetture cloud-native e la volontà di sfruttare il patrimonio informativo aziendale per analytics avanzate e progetti di intelligenza artificiale.
Il punto centrale non è quindi la sostituzione del mainframe, ma piuttosto la sua ridefinizione dentro un ecosistema tecnologico più aperto e flessibile.
È un approccio che porta a costruire architetture ibride, dove ogni piattaforma fa quello che sa fare meglio. Il risultato è un'infrastruttura più scalabile, in grado di accogliere nuove tecnologie senza mettere a rischio la continuità operativa.
L'aspetto più interessante di questa evoluzione riguarda il ruolo che l'offloading assume nel percorso di innovazione delle banche. I dati custoditi nel mainframe sono tra gli asset più preziosi di un istituto, eppure restano spesso difficilmente accessibili ai nuovi servizi digitali o alle piattaforme di analisi: un paradosso che molte banche conoscono bene.
Aprire queste informazioni verso ambienti più moderni significa poter finalmente costruire automazione intelligente dei processi, applicazioni basate su AI e agenti autonomi, analytics in tempo reale, data product condivisi tra le funzioni aziendali, servizi esposti tramite API verso canali digitali e partner. Visto da questa prospettiva, il Mainframe Offloading diventa un vero progetto di AI Readiness: prepara l'infrastruttura affinché dati e funzionalità possano alimentare le nuove piattaforme applicative, mantenendo, laddove è opportuno, la solidità del sistema core.
L'offloading non va trattato come un progetto tutto-o-niente. L'esperienza racconta l'esatto contrario: i percorsi che funzionano sono quelli progressivi, costruiti sulla realtà specifica di ogni banca: applicazioni sviluppate nell'arco di decenni, personalizzazioni stratificate, vincoli normativi, requisiti di continuità che rendono impensabile un modello standard.
Per questo si parte sempre da un assessment approfondito, che misuri benefici economici attesi, complessità progettuale, costi di reingegnerizzazione, impatti sulle performance, requisiti di sicurezza e compliance, priorità di business. Solo a valle di questa analisi si può disegnare un piano di evoluzione realmente sostenibile, che nella maggior parte dei casi si traduce in architetture ibride, con mainframe e nuove piattaforme che convivono per un periodo di duality, garantendo continuità di servizio e riducendo in modo significativo il rischio operativo.
Un progetto di questo tipo porta con sé anche criticità reali. L'ampliamento del perimetro tecnologico apre nuovi fronti di cybersecurity e governance dei dati, mentre normative come DORA, GDPR e PSD richiedono un controllo rigoroso lungo tutto il processo.
C'è poi un aspetto che si tende a sottovalutare: il fattore culturale. La trasformazione non è solo tecnologica, ma coinvolge competenze, processi e il modo in cui i team IT e di business collaborano tra loro. Affrontarla con un partner esperto è spesso ciò che fa la differenza tra un progetto che fatica a progredire e uno di successo che porta risultati importanti in tempi ragionevoli.
L'approccio di TAS tiene in considerazione questo aspetto. Non ci occupiamo solo della migrazione tecnologica ma accompagniamo le banche in un percorso di modernizzazione costruito sulle specificità di ciascun istituto.
Si parte da un assessment iniziale che permetta di valutare costi, benefici e priorità con chiarezza. Da lì, naturalmente a quattro mani con il Cliente, si definisce una strategia di progetto e di migrazione graduale, che prevede la coesistenza temporanea delle piattaforme e preserva continuità operativa e iso-funzionalità delle applicazioni.
Le soluzioni cloud-ready di TAS sono pensate per integrarsi con gli ambienti esistenti, permettendo di modernizzare l'ecosistema IT in modo progressivo, senza mai interrompere l'operatività quotidiana. In parallelo, TAS supporta le banche nell'apertura dei dati e delle funzionalità del mainframe verso architetture API, piattaforme cloud, analytics avanzati e iniziative di intelligenza artificiale, lavorando con l’obiettivo di trasformare un progetto infrastrutturale in una leva concreta di innovazione.
La vera sfida infatti è rendere accessibile il valore accumulato nei sistemi core in anni, spesso decenni, di attività, permettendo alla banca di sfruttarlo attraverso nuovi modelli operativi, servizi digitali e tecnologie emergenti.
Il Mainframe Offloading del 2026 è quindi sempre meno un progetto di migrazione infrastrutturale e sempre più un progetto di evoluzione del patrimonio applicativo e informativo della banca. È con questa prospettiva che accompagniamo i nostri clienti: preservare ciò che continua a generare valore, modernizzare ciò che limita l'innovazione e costruire un ecosistema tecnologico aperto, resiliente e pronto ad affrontare le sfide del futuro.
A cura di Nicola Mellini, Technical Sales Representative di TAS